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giovedì 14 giugno 2018

IL DONO INDIVIDUALE - FAVOLA ESOTERICA DELL'ORCHESTRA E L'OTTAVINO



E' la storia di una orchestra famosa, conosciuta da tutti perché la loro musica era perfetta, speciale, unica, suonava melodie celestiali.



In ogni posto dove si esibiva, c'era sempre tanta gente che andava ad ascoltare questa musica fantastica.
Era una orchestra grandissima, tanti suonatori, ogni strumento era lì a formare una perfetta armonia. C'erano arpe, violini, trombe, flauti, violoncelli...di tutto. Tra questi ce n'era anche uno piccolo, più piccolo di una penna, si nascondeva tra le mani: l'ottavino, un piccolissimo strumento che emette un suono dolce e leggero.
Ogni giorno l'orchestra faceva le prove per il concerto. Un giorno erano tutti lì e i musicisti iniziarono a suonare, l'ottavino cominciò ad emettere il suo dolce suono, ma lì dove era messo in un angolo tra tutti gli altri strumenti, non si sentiva. Il musicista cominciò a sentirsi inutile, aveva uno strumento che se c'era o meno, era per lui la stessa cosa, cominciò a pensare di non voler più suonare.
Una sera preparandosi per il concerto, il musicista pensò: "non suonerò più, quando saremo tutti pronti a partire io farò finta di suonare, tanto nessuno lo noterà". 
Il concerto prende il via, i musicisti si preparano, iniziano a suonare. In un angolo ecco il nostro musicista, è lì e fa finta di suonare.. 
Il maestro ad un certo punto ferma l'orchestra, si dirige dal musicista e gli chiede: "perché non stai suonando? Io non sento il suono dolce dell'ottavino." 
Il musicista si sentì piccolo e intimidito gli rispose: "maestro, che ci faccio io qui, il mio strumento è piccolo e insignificante rispetto agli altri, mi sono sentito inutile." 
Ma il maestro gli rispose: "Questa sera quando l'orchestra ha iniziato a suonare, io non ti ho sentito, mancava il suono del tuo strumento, le melodie erano incomplete...anche tu con questo piccolo strumento sei parte essenziale dell'orchestra per suonare delle splendide melodie.....SUONA!!"

Condivido questa favola esoterica per ricordare ad ognuno di noi che quello che facciamo, anche se può apparire come piccolo ed insignificante, è un tassello che si va ad unire al Grande Progetto Cosmico....siamo tutti indispensabili!


giovedì 3 maggio 2018

L'ALCHIMIA DEL SENTIMENTO - L'OTTAVA SUPERIORE

Immagina un chitarrista che sta provando l'accordatura della sua nuova chitarra, e che concentrandosi esclusivamente su di essa inizia a suonare delle note. Parte dal "La", e nella sua ricerca del suono più consono al suo orecchio procede seguendo la scala progressiva delle note.

La-Si-Do-Re-Mi-Fa-Sol- e infine arriva ancora una volta alla nota di partenza, ma questa volta di un tono più alta, squillante ed evoluta.
La chitarra è la personalità, le corde i suoi pensieri. Il musicista è L'Essenza, e il tocco con le quali vengono pizzicate le corde è il sentimento.

Il senso di questa metafora racchiude il segreto della trasformazione della personalità, il passare ad una tonalità nuova e squillante. Con la nostra forza di Volontà, che è una qualità dell’Essenza e non della personalità, possiamo alterare i nostri sentimenti ed emozioni in qualcosa di più nobile e raffinato. 

La rabbia appunto può essere trasformata in Volontà, l'insicurezza in coraggio, la smielateria della favola romantica in compassione, l'odio che porta a dominare e sottomettere in amore incondizionato, il disagio che ci fa nascondere dietro ad un dito in capacità di libera e consapevole espressione di Sé.
Si, praticamente possiamo fare miracoli nel nostro mondo interiore, e se impariamo a gestire i sentimenti ed elevarli possiamo farli anche fuori.

Questa è una ricerca costante che apprendiamo a gestire giorno dopo giorno, sforzo dopo sforzo. La trasmutazione dei propri sentimenti ed emozioni sarà il nostro pass-partout per le dimensioni di una Coscienza Superiori. Questo ci aiuta a lasciare la vecchia immagine di sé, quella che soffre e prende tutto in maniera personale, per indossare una nuova veste pulita ed impersonale.
Se possiamo gestire i nostri sentimenti diveniamo intoccabili dall'esterno, la lotta per la reputazione cessa di esistere e noi iniziamo veramente ad amare noi stessi e gli altri.

Il sentimento è uno strumento del sentire, più riusciamo a raffinarlo e più prendiamo le distanze dal mondo della paura e della sofferenza, avvicinandoci alla Verità e alla Libertà.

Matteo Bianciardi

mercoledì 11 aprile 2018

AGIRE PER EVOLVERE



“Un giorno ti sveglierai e non ci sarà più il tempo di fare le cose che hai sempre sognato. Fallo adesso.”
Paulho Coelo


“Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false,
fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.
Mahatma Gandhi

AGIRE DAL LATINO AGERE = andare, condurre. 

Oggi domina la visione "spirituale" che basta Essere per evolvere, ma questa è una trappola della Matrix che incatena l'individuo nel mondo comunemente conosciuto, quello del produci-consuma-crepa. 
Se adottiamo il valore originario dell'etimologia del termine "agire" possiamo comprendere che porta in seno un significato molto più profondo del semplice fare. 

Andare esprime la volontà di un moto a luogo, e se tentiamo di portare tale moto al nostro interno possiamo comprendere che andare significa camminare il proprio percorso evolutivo, ovvero liberarsi interiormente da tutti quei file spazzatura che ostacolano la nostra crescita. Andare, inteso come cammino evolutivo, vuol dire de-programmarsi dai file inconsci che sono stati proiettati al nostro interno in famiglia come a scuola e ri-programmarsi consapevolmente utilizzando una Coscienza attiva e non passiva. Tutto questo Lavoro possiamo farlo senza mediatori.

Condurre invece esprime un significato di totale responsabilità della propria esistenza, inteso come condurre pensieri, emozioni e gesta, per far sì che la nostra Vita sia guidata da una Coscienza lucida ed indipendente e non dalla morale di questa società. Condurre vuol dire manifestare la propria Autenticità, e da tale responsabilità nasce la Libertà, la Verità e di conseguenza l'Amore.

Oggi invece fanno più comodo gli individui spiritualmente passivi, che si illudono di evolvere ma che in verità restano sempre delle macchine pilotabili, in quanto non totalmente coscienti dell'intimo andare interiore e nel condurre la propria esistenza a livello pratico. Senza una vera lucidità ed indipendenza nell'agire l'individuo necessita sempre di mediatori, così si può affidare un pastore ad ogni pecorella smarrita. Per andare oltre i recinti della Matrix è necessario divenire Re del proprio Regno ed assumersi totalmente la responsabilità della propria Vita, sia da un punto di vista sottile, intuitivo ed eterico, sia grossolano, pratico ed attivo.

Matteo Bianciardi

“Pensare è facile, agire è difficile, e mettere i propri pensieri in pratica è la cosa più difficile del mondo” 
Goethe

“Sappiamo cosa deve essere fatto: tutto ciò che manca è la volontà di farlo.”
Nelson Mandela

mercoledì 4 aprile 2018

LA REGOLA D'ORO



In una città, c’era una volta, una casa vecchia e grande , circondata da mura di pietra con un cancello d'entrata. La casa si trovava vicino ad un parco comunale, i bambini che vi giocavano, solitamente 


domandavano curiosamente: “Mamma, chi abita in questa casa?”
Nessuno, piccolo. Questa casa è vuota.”
Infatti, in tutte le altre case, viveva della gente, ma in questa non abitava proprio  nessuno. Da lungo tempo non entrava più nessuno. La casa sembrava chiusa, serrata e nessuno osava entrarci.
I passanti meravigliati guardando questa casa non comprendevano: “Che strana casa… Così grande e disabitata”.

La casa stessa si chiedeva perché era così fuori dal comune:
Forse la vernice sui davanzali si sta staccando o il segnavento è storto?”
La casa si guardò dentro. All’interno, regnava il buio e faceva freddo. Le tende pesanti non lasciavano penetrare i raggi del sole. I mobili della cucina erano colmi di stoviglie, sullo scaffale c'erano dei candelieri con candele, nella stanza degli ospiti, i letti erano accuratamente rifatti, i tavoli ricoperti da tovaglie. Ma c'era tanto silenzio… Soltanto il tavolo da pranzo cercava, a volte, di rallegrare le stoviglie dicendo: “Piatti, su, mettetevi in fila!”
Per chi?” chiedevano i piatti, “chi ci colmerà?”
Candele, scendete dagli scaffali!”
Per chi? Chi ci accenderà?”
Il tavolo svegliò allora il gran lampadario di cristallo che si trovava in salotto: “Lampadario! Illumina la casa! ”
Non c’è chi mi accenda,” rispose il lampadario. “E poi, anche se il salotto sarà illuminato, chi vedrà tutto questo?”

Nella casa tutto era così noioso e triste che iniziarono le liti ed i disaccordi. I cucchiai litigavano con le forchette, per stabilire chi fosse più importante. I gradini si lamentavano perché sul tappeto si accumulava polvere. Il lavandino si era irritato con il rubinetto perché dentro di sé non aveva più acqua. Persino la piccola lampada da tavolo aveva soprannominato il lampadario, "lampadario che non illumina".
La casa aveva inteso tutti quei litigi e comprese che era necessario fare qualcosa, ma si domandò: che cosa?

Lo chiederò al camino, che scalda. Lui è molto vecchio e saggio. Mi ricordo che, quando mi hanno costruito, per prima cosa lo hanno eretto, e dopo hanno costruito le altre stanze”.Il camino, però, dormiva profondamente e non era facile svegliarlo. La casa provò persino a gridare nel condotto del comignolo, ma riuscì soltanto a smuovere la fuliggine e la polvere. Si rivolse allora ai mobili ed a tutti i suoi utensili: “Svegliamo insieme il camino, affinché ci possa aiutare e ci possa dire cosa fare. Su, fate chiasso!”
Cosa non successe: piatti e posate cominciarono a sbatacchiare, i porta candele a percuotere, i coltelli a scuotere, il gran lampadario con i suoi pendagli a risuonare, ed anche i letti a colpire con i piedi sul pavimento. Fecero un tale fracasso che le colombe volarono via, spaventate, dal tetto della casa.

Finalmente il camino si svegliò e chiese: “È proprio difficile dormire qui, mi avete forse svegliato?”
Ho bisogno di un consiglio” - disse la casa – “c’è qualcosa che non va, ma io stessa non so di che cosa si tratta”.
Questo è molto semplice” - rispose il camino. “Allora, di cosa si tratta?” - chiese la casa.
C’è una regola d’oro: dividi il tuo calore con tutti. Guarda me! Quando mi accendono io non trattengo il calore dentro di me, ma lo trasmetto subito agli altri. Tutte le case della città danno calore ed offrono accoglienza e ospitalità ai loro abitanti. Ma tu te ne stai sola e non hai con chi condividere il tuo calore e la tua accoglienza e ospitalità. Per questo sei triste, per questo anche i tuoi mobili ed utensili di casa litigano.”

La casa rimase sbalordita. Decise fermamente di adottare questa regola che il camino le aveva insegnato. La mattina dopo aprì tende e finestre e arieggiò le stanze. Gli specchi faticarono a credere che la luce del sole si riflettesse in loro.
Smisero immediatamente tutti i litigi.
Spazzole! Stracci! Secchi! Lavate e pulite i pavimenti! Togliete la polvere! E non risparmiate acqua!”
In breve la casa ritornò a splendere.
Tavolo da pranzo! Preparati a servire gli ospiti!”
In un batter d'occhio i piatti si disposero al loro posto, le forchette, i cucchiai ed i coltelli   si sistemarono a fianco dei piatti, ed i bicchieri di vetro si posarono delicatamente vicino a loro.
Il tavolo da pranzo volle ballare dalla gioia, ma restò fermo, in silenzio, per non far cadere nulla.

Verso l'ora di pranzo la casa aprì il portone d’ingresso. La gente passando di lì vide una casa bella ed accogliente come non mai. Entrarono dentro e videro che erano attesi.
Guardate!” – esclamò una bambina – “il tavolo è apparecchiato!”
La casa ricordava molto bene la regola che aveva imparato dal camino “il calore è da condividere con gli altri”. Rapidamente vennero ad abitare inquilini, come nelle altre case.

Da quel giorno, ogni sera, quando tutti dormono, la casa controlla se tutto è a posto e poi bisbiglia nel condotto del comignolo, “Grazie a te, vecchio e saggio camino, per il tuo consiglio, assennato, di trasmettere il calore agli altri!”

Il racconto della casa e dell'antico camino di Liudmila Zolatereva

martedì 27 marzo 2018

IL FUOCO DELL'IO SONO

La cosa più bella che possa capitare a un essere umano, è di scoprire il fuoco sacro, il fuoco della sua anima. E di fare in modo che la vita intera sia l’espressione di questa anima.
(Annie Marquier)

Tutte le cose sono uno scambio del fuoco, e il fuoco uno scambio di tutte le cose, come le merci sono uno scambio dell’oro e l’oro uno scambio delle merci.
(Eraclito)


"Dove Io Sono, il corpo è fertile, la mente leggera, le emozioni pure, perché il Fuoco è creativo.
Dove Io non Sono, il corpo è sterile, la mente pesante, le emozioni torbide, perché il Fuoco è distruttivo."
Questa è la profonda voce interiore di ognuno di noi, è l'Essenza che parla. 

Dove Lei è, c'è grazia e poesia, dove lei non c'è...tutti conosciamo cosa possiamo incontrare.
L'umanità tende ad evadere: da questa Terra, cercando luoghi lontani nello spazio, scappa dalle relazioni, dalle difficoltà, dalla Verità e da stessa . Aspetta gli alieni, la prossima data di chissà quali tipi di calendario, prega Dio facendo la lista dei suoi bisogni, come quella della spesa.
Anche questa è un modo di evadere dalle proprie responsabilità.

Se l'uomo vuole rivoluzionare la sua vita deve imparare a stare e disimparare ad evadere. 
Innanzitutto è chiamato a scendere dalla mente ed ancorarsi più nel corpo. Seguire le sue azioni, percepire Sé da dentro e la personalità come qualcosa che lo avvolge e che agisce per lui.
Animare il corpo, danzare con esso, e non muoversi come un soldatino di piombo. Deve costruire uno Spazio interiore differente da quello usato comunemente e da lì ossevare i pensieri, le emozioni e vigilare il fare compulsivo della sua fisicità.
Sembra fantascienza ma questa è verità.

L’Attenzione è la Fiamma dell'Essenza, dell'IO Sono che cura e rivitalizza...o distrugge. Quando  l'Attenzione  si focalizza su preoccupazioni o fantasticherie inutili arrivano i mali del mondo, ma se la incanaliamo in emozioni e pensieri elevati allora ci apriremo ad un nuovo stato di Coscienza Superiore. Un viaggio che si svolge unicamente in noi ma che si ripercuote sull'intero Universo, questa è la grande avventura del Lavoro su di .
Può sembrare faticoso impegnarsi ogni giorno a rimanere nel corpo e tenere l'Attenzione dentro, ma del resto, il mondo offre di meglio?

Chi non vuole prendersi questa responsabilità, beh può rimanere lì dov'è, ma senza lamentarsi.

Matteo Bianciardi

martedì 13 marzo 2018

IL POTERE DELL'ATTESA


Beati coloro che coltivano la voluttà dell'attesa.”
Jean Josipovici

ATTENDERE dal Latino ATTENTUM = tendere, mirare, volgere.

L'attesa non è passività, ma andare incontro a qualcosa.

L'attesa non dovrebbe intrappolare nella pigrizia o nei dubbi, ma spronarci alla meditazione, un momento di riflessione grazie al quale portare chiarezza al nostro interno, per poi poter agire consapevolmente nella materia.

L'attesa è un periodo di cura dove recuperiamo forza e lucidità mentale.

L'attesa è uno strumento che un Guerriero adopera per poter dirigere la propria vita nel migliore dei modi, osservandosi e conoscendosi in maniera sempre più profonda.

L’attesa è contemplazione che ci porta a riconoscere il proprio sentire, spesso contaminato dalle mille voci della mente e soffocato dalle continue gesta meccaniche, per poi esprimerci con Autenticità, liberi dai condizionamenti.

L'attesa è azione sottile e non passiva.

Ogni volta che siamo nella dimensione dell'attesa dovre
mmo visualizzarci come un arciere che impugna il suo acro con l'intento di puntare la freccia verso un obbiettivo ben preciso.
L'arco rappresenta i nostri pensieri ed emozioni, la freccia l'intento, l'obbiettivo il focus che ci siamo proposti e l'arciere è l'Essenza.

L'attesa non è pigrizia stagnante ma l'embrione che precede l'azione, colmo di Volontà ed Amore, doti che l'Essenza utilizza per manifestarsi nel mondo.


Matteo Bianciardi


Che cos'è l'attesa? Una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio. Che cos'è la sua realizzazione? Una freccia che oltrepassa il bersaglio.”
Soren Kierkegaard


“L’attesa attenua le passioni mediocri e aumenta quelle più grandi.”
François De La Rochefoucauld

mercoledì 21 febbraio 2018

ESSERE UMANO O ROBOT?



Se gli uomini danno l'illusione di essere liberi è a causa del linguaggio. Se facessero − senza una parola − quello che fanno, li si scambierebbe per robot. Parlando ingannano se stessi, come ingannano gli altri: “Poiché annunciano quello che faranno, come si potrebbe mai pensare che non siano padroni dei loro atti?”
Emil Cioran

AGIRE IN MANIERA MECCANICA PILOTATI DA IMPULSI ED ISTINTI NON VUOL DIRE ESSERE VIVI, MA PROGRAMMATI a seguire degli schemi comportamentali dettati da tutti i file che dimorano nell'inconscio.


Essere vincolati da pensieri, emozioni ed istinti che nascono dall'inconscio vuol dire non avere consapevolezza di ciò facciamo, diciamo e nutriamo tramite sentimenti e sensazioni, ovvero essere dei robot e non degli umani.


Nell'inconscio dimorano tutte le frasi che ci sono state dette in famiglia, ricevendo l'educazione omologata del perbenismo morale inculcata a son di punizioni e ricompense; a scuola, studiando la falsa storia dei vincitori che è arrivata fino ai giorni nostri manipolata e distorta; nell'ambiente di lavoro, che adottando il solito modello punizione - ricompensa ha reso i robot competitivi e vendicativi per aver un posto privilegiato nella gerarchia sociale. 

I robot non sono dei pensatori liberi, non hanno la facoltà di filtrare secondo la propria coscienza e di esprimersi autenticamente, essi eseguano gli ordini per cui sono stati programmati tramite i file che dimorano nell'inconscio.

Il Lavoro su di Sé consiste principalmente nell'osservarsi quotidianamente, riconoscere i file che danneggiano la propria esistenza, la relazione con l'altro e trasformarli. Un Cammino che ci invita ad osare, volere, uscire dai confini del mondo comunemente conosciuto, quello del produci-consuma-crepa che ci vuole l'uno contro l'altro, sottomessi ed impauriti. 
Dalla paura all'Amore questa è la Via del Lavoro su di se, per ritornare ad Essere vivi veramente, in connessione con il proprio sentire, in relazione autentica con gli altri, privi di quella smania disumana che ci porta continuamente ad attaccare o difendere.

La vera Libertà è relazionarsi con sé stessi e gli altri privi di attaccamenti, di profitti da raggiungere, di strategie da pianificare, mascherandosi da partner perfetti, amici modello e colleghi simpatici, ma che poi in verità si relazionano con gli altri solo per raggiungere i propri scopi personali. Questa è la manipolazione del lupo vestito da pecora, che brama il desiderio di avere e non quello di Essere.

Matteo Bianciardi

“L'istruzione fa delle macchine che agiscono come uomini e produce uomini che agiscono come macchine.” 
Erich Fromm

lunedì 5 febbraio 2018

L'EVOLUZIONE DI DIO - I FIGLI DEL DIVENIRE

Il concetto di Dio maturato negli ultimi millenni ormai è primitivo e superato. 
Oggi grazie alla Fisica Quantistica siamo venuti a conoscenza delle Forze invisibili che animano la Materia. E' ormai noto a molti l'esperimento realizzato su due Fotoni che pur trovandosi ad enormi distanze l'uno dall'altro, trascendono lo spazio-tempo riuscendo ad informarsi sottilmente dei cambiamenti che avvengono apportati loro. E' stato sperimentato che invertendo il "senso di marcia" di uno dei due Fotoni anche l'altro si adeguava alla rivoluzione imposta al primo, e questo "miracolo" avviane nel medesimo istante.

I nostri Antenati ci hanno lasciato una testimonianza importante, frutto delle loro conoscenze maturate, ma l'eredità che ci hanno trasmesso non è una Verità conclusa, ma un qualcosa da sviluppare. Come se ci dicessero: "Noi siamo arrivati fino a qui, ora sta a voi scrivere la storia". 
Questo è il tempo dei Figli del Divenire, che osano uscendo dai recinti del conosciuto per portare avanti l'evoluzione individuale e quelle di un'intera specie. Inutile di questi tempi affidarsi ad un Dio barbuto che crea e giudica, adesso grazie anche all'evoluzione delle conoscenze scientifiche possiamo sondare l'Onnipresenza di Dio nelle Forze Universali di cui facciamo parte. Questo non vuol dire che è permesso dare libero sfogo ad egoismi o eccessive manie. Del resto se intere Galassie, Pianeti e Stelle si armonizzano alle Leggi Cosmiche perché non dovremmo farlo noi piccoli esseri umani?
La vera sfida dei nostri tempi e dei Figli del Divenire è quella di ritrovare l'armonia con tali Forze e collaborare con il Genio della Creazione. Basta conflitto e separazione tra Scienza e Religione, tra uomini pronti a far guerra in nome del proprio dio o per le conoscenze acquisite. 
Questa è l'Era che spinge all'Unità e all'Integrazione, partendo prima di tutto dal riscoprire l'integrità in se stessi, e questo è il compito del Lavoro su di Sé per poi riconoscere il cordone invisibile, che come i due Fotoni, ci unisce alle Leggi Immutabili del Creato.
Nel mio libro di prossima edizione descrivo in maniera più approfondita anche questo....

Matteo Bianciardi