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giovedì 22 settembre 2016

LA NATURA DEL FALSO EGO

Classe sociale, nazionalità, sesso, carattere, personalità, religione, ideologia politica, complessi e traumi, sono solo alcuni esempi di credenze che
determinano il nostro vivere quotidiano. 


Quando noi pensiamo di agire liberamente, di scegliere, in realtà non stiamo facendo altro che compiere azioni per le quali il nostro passato ci ha programmato. Per esempio, se conosciamo una persona che ci irrita, registriamo le sue particolarità (movenze, timbro di voce ecc ecc), e così, ogni qual volta che incontriamo persone con particolarità simili, noi la etichettiamo a secondo dell'esperienza passata, e anche se il soggetto in questione non ha niente ha che fare con la persona conosciuta in precedenza, la nostra reazione meccanica è quella di associare le due figure allo stesso senso di disagio. Noi crediamo di scegliere con chi parlare, chi frequentare, chi evitare, ma in realtà in queste apparenti scelte c’è solo il ripetersi del passato, il quale si esprime nella struttura del nostro falso ego, che è l’espressione operativa della follia personale. Quindi le nostre scelte sono assai limitate, sono ristrette entro la piccola cornice rappresentata dalla proiezione della nostra storia personale . Ma c'è un altro aspetto che lega fortemente l'essere umano al falso ego, le sue azioni.
Nella realtà ordinaria, ogni azione, ogni pensiero è volto ad una ricompensa, un guadagno, un profitto. Così ci è stato insegnato. Sin da bambini impariamo a comportarci bene (secondo lo standard familiare) per ricevere una ricompensa. E da quel momento in poi germoglia il seme del fare interessato, studiamo per trovare un buon lavoro, lavoriamo per mantenere le nostre necessità, praticamente tessiamo rapporti sociali basati sulla convenienza. Nessuno ha colpa, né i genitori né tutte quelle persone che abbiamo incontrato nel nostro cammino, e che in una maniera o in un'altra ci hanno influenzato trasmettendoci le loro credenze. Anche a loro è stato detto così, quindi ci hanno semplicemente trasmesso quello che a loro volta gli è stato insegnato, hanno dato del loro meglio. Credevano di farci del bene, l'hanno fatto in buona fede. Non è nemmeno colpa nostra se ci siamo ritrovati in questa situazione, o se educhiamo i nostri figli secondo le regole standard della società. Chi vive nel sonno trasmette il sonno, questo è un dato di fatto. Per uscire dal giudizio verso Sé stessi e verso gli altri è importante comprendere che quando un'Anima si incarna su questo pianeta, si trova faccia a faccia con le leggi della materia (nascere, crescere, riprodursi e morire), dimenticandosi della sua autentica natura immortale. Si identifica con l'involucro che la ospita, involucro consapevole che un giorno è destinato a morire. Così, se non ci risvegliamo e apriamo gli occhi alla Verità, finiamo per lottare tutta la vita per colmare l'idea del Vuoto della Morte. 

L'immagine di copertina è un Opera di Mara Maruffi, la quale ringraziamo per la sua originale creatività e per averci permesso di pubblicare questo bellissimo Lavoro.

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