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martedì 5 aprile 2016

IL SEGRETO DEGLI ALCHIMISTI - SALVATORE BRIZZI

Quante volte ci sentiamo schiavi di noi stessi? Quante volte proviamo a respingere pensieri che immancabilmente tornano ad ossessionarci? Quante volte adottiamo un atteggiamento che ci eravamo promessi di non ripetere più? 
La cosa più scioccante è che questo accade quotidianamente nelle nostre Vite...e continuerà ad accadere fino a quando non decideremo, con un estremo atto di Volontà, di intraprendere il Lavoro su di Sé!!!! VERO, REALE e non fatto di soli abbracci di Luce e Pensiero Positivo!!!

Condividiamo con voi questo articolo tratto dal blog di Salvatore Brizzi "La Porta d'Oro", che affronta le tematiche dell'Attenzione e Osservazione come strumenti dell'Essere. Tematiche che verranno approfondite in modalità teorica ed esperienziale al nostro prossimo seminario residenziale SENTIRE CON IL CORPO...uno strumento per l'Apertura del Cuore, che si terrà il 6-7-8 Maggio al Casale Pundarika (PI).

Buona lettura!

L’Attenzione abita il Momento.
L'Attenzione è fuori dal tempo, silenziosa, non mentalizzabile. L'osservatore infatti non 
ha mai nulla da dire su ciò che osserva. L'osservazione non è un'azione, è uno stare. Ciò che davvero sei, si trova alle spalle di ciò che pensi di essere. Osservare non significa pensare; l’osservazione è lo sfondo immutabile su cui avviene ogni pensare. Il trucco sta nel ricordarselo costantemente. Un risvegliato è qualcuno nel quale l'attività mentale del pensare e la coscienza di sé (=l’osservatore) sono divenuti due fenomeni ben distinti. Il risvegliato si è allontanato dalle funzioni interne della macchina biologica e si è identificato con la coscienza di sé, l’anima, il puro ESSERCI.

L'Attenzione – l'ESSERCI – è il Segreto degli Alchimisti.
Il mio unico compito in quanto guerriero – in quanto Figlio del Momento – è portare l’Attenzione del mio ESSERCI sull’attività della macchina biologica. In virtù della costante osservazione, a un certo punto le funzioni della macchina cominciano a essere percepite come “esterne” a me. Ciò significa che sono sempre meno schiavo dell’apparato psicofisico e mi sto identificando con l’ESSERCI. Far precedere qualunque altra attività a questa, sarebbe follia. Ogni atto che non origina dall’ESSERCI è un atto scomposto, insensato; è come una persona che tenta di uscire dalle sabbie mobili tirandosi per i capelli. Tuttavia, pur sapendo questo, dobbiamo continuare ad agire ogni giorno nel mondo. Ma il saperlo fa già la differenza.
Questo ESSERCI è Pace. La Pace non può essere cercata in una situazione esterna. La Pace non è assenza di guerra, come credono i moderni. La Pace è uno stato di totale rilassamento, uno stato di non-identificazione con l’attività caotica della mente. Tutti noi possiamo divenire capaci di procurarci Pace a volontà, tutte le volte che lo vogliamo e in qualunque circostanza. Otteniamo questo stato di libertà quando siamo capaci di contattare la Pace che si trova in qualunque momento, anche adesso mentre stiamo leggendo, negli anfratti più profondi del nostro essere. Proprio in quei luoghi dove non portiamo mai l’Attenzione.
L’Attenzione continuamente rivolta al momento presente è la nostra salvezza. In questo modo le sofferenze, le tribolazioni, le preoccupazioni... divengono oggetti differenti da ciò che noi veramente siamo, vengono ridimensionate e collocate al loro posto: nel guscio esterno. Noi diveniamo lo sfondo immutabile e pieno di Pace sul quale accadono tali increspature superficiali e prive di reale importanza. Ogni preoccupazione di oggi, ci farà un giorno sorridere.
Rivolgere l’Attenzione al momento presente e rivolgere l’Attenzione al proprio corpo... significano la stessa cosa. 


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