NEWS LETTER

venerdì 18 dicembre 2015

I VERI GUERRIERI DEL CAMBIAMENTO

Siete stanchi di tutta questa ipocrisia ed ingenuità che da qualche anno a questa parte intasa le menti di chi non comprende ancora che tipo di Lavoro siamo chiamati a fare?
Rimanete scioccati quando flotte di complottisti scrivono, commentano e parlano di capi di stato, logge massoniche, microchip e poi sono i primi ad inchinarsi alle regole di questa società?
Siete nauseati da tutti questi abbracci di luce e belle parole sull'Amore incondizionato che scorrono tra i discepoli della new age?
Vi sentite soli?
Abbandonati alle vostre paure ed incertezze?
Vi sembra di essere gli unici ad avere delle situazioni interne da risolvere mentre altri compagni di viaggio vi parlano di divinità interiore, la bellezza del qui ed ora e di alieni che verranno a salvarci?
Non preoccupatevi fratelli e sorelle, non siete pazzi né depressi. Siete alla ricerca della Verità, di una reale visione che possa portare un concreto cambiamento interiore e di conseguenza anche nel mondo che proiettiamo verso l'esterno.
Impegnatevi in quello che state elaborando, continuate ad osservare al vostro interno con l'intento di trasformare le incertezze e paure con fermezza e serenità.
No, non siete pazzi. Siete dei nobili Guerrieri che si sono presi la briga di scendere in profondità e smuovere le acque stagnanti dell'inconscio personale e collettivo.
No, non siete dei depressi. Anzi siete degli eroi forti e coraggiosi che si prendono la responsabilità di costruire un ponte tra il vecchio e il nuovo.
No, non siete soli. Come voi, come me, ci sono molte altre persone che stanno Lavorando sull'equilibrare pensieri ed emozioni, sul portare Consapevolezza nella propria fisicità.
Questo Lavoro è un dono che facciamo a tutta l'umanità, a questo pianeta, all'Universo intero. Stiamo raffinando la vibrazione Cosmica ripulendo il nostro magico mondo interiore da tutte le false credenze, da tutte le menzogne e gli accordi che abbiamo accettato quando vivevamo nell'ignoranza.
No, non siamo soli, ed è nostro diritto e dovere formare dei piccoli o grandi gruppi di Lavoro, di creare occasioni di incontri per condividere e comunicare.
Questi raduni ci offrono la possibilità di ricaricarci, per continuare il Lavoro all'interno del nostro contesto quotidiano, di trovare alternative e nuove possibilità per coltivare la missione che ci siamo proposti di incarnare. E soprattutto di non sentirsi soli nel portare questo carico che abbiamo accettato con Gioia.
Lasciate gli abbracci di luce a chi non ha energia per fare di meglio, consolandosi con i giochetti della new age. Lasciate il complotto a chi non sa dove incanalare il proprio impeto Guerriero, e dedicatevi al Lavoro interiore.

Grazie per il vostro prezioso contributo, vi ringrazio di Cuore.

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lunedì 3 agosto 2015

I QUATTRO NEMICI NATURALI DELL'UOMO SECONDO DON JUAN:

DON JUAN: «Quando un uomo comincia a imparare, non sa mai con chiarezza quali sono i suoi obiettivi. Il suo scopo è imperfetto; il suo intento è vago. Spera in una ricompensa che non si concreterà mai, perché non sa nulla delle difficoltà dell'imparare. Comincia lentamente a imparare, dapprima a poco a poco, poi a grandi passi. E presto i suoi pensieri entrano in conflitto. Quello che impara non è mai quello che ha sperato o immaginato, e così incomincia ad aver paura. Imparare non è mai quello che ci si aspetta. Ogni passo dell'imparare è un compito nuovo, e la paura che l'uomo prova comincia a salire implacabilmente, inflessibilmente. Il suo scopo diventa un campo di battaglia. E così si è imbattuto nel primo dei suoi nemici naturali: LA PAURA! Un nemico terribile, traditore, e difficile da superare. Si tiene nascosto a ogni svolta della strada, in agguato, aspettando. E se l'uomo, atterrito dalla sua presenza, fugge, il nemico avrà messo fine alla sua ricerca.»
CARLOS CASTANEDA: «Che cosa accadrà all'uomo che fugge per il terrore?»
DON JUAN: «Non gli accadrà nulla, tranne che non imparerà mai. Non diventerà mai un Uomo di Conoscenza. Sarà forse un uomo borioso, o innocuo, o spaventato; in ogni caso, sarà un uomo sconfitto. Il suo primo nemico avrà messo fine ai suoi desideri.»
CARLOS CASTANEDA: «E che cosa può fare per vincere la paura?»
DON JUAN: «La risposta è semplicissima. Non deve fuggire. Deve sfidare la sua paura, e a dispetto di essa deve compiere il passo successivo nell'imparare, e il successivo e ancora il successivo. La sua paura deve essere completa, e tuttavia non si deve fermare. Questa è la regola! E verrà il momento in cui il suo primo nemico volgerà in ritirata. L'uomo comincia a sentirsi sicuro di sé. Il suo intento diviene più forte. Imparare non è più un compito terrificante. Quando arriva questo lieto momento, l'uomo può dire senza esitazione di aver sconfitto il suo primo nemico naturale.»
CARLOS CASTANEDA: «Ciò avviene tutto in una volta, don Juan, oppure a poco a poco?»
DON JUAN: «Avviene a poco a poco, e tuttavia la paura è vinta improvvisamente e rapidamente.»
CARLOS CASTANEDA: «Ma l'uomo non avrà ancora paura se gli succederà qualcosa di nuovo?»
DON JUAN: «No. Una volta che un uomo ha vinto la paura, ne è libero per tutto il resto della sua vita perché, invece della paura, ha acquistato la lucidità: una lucidità mentale che cancella la paura. A questo punto l'uomo conosce i suoi desideri; sa come soddisfare tali desideri. Può anticipare i nuovi passi dell'imparare, e una limpida lucidità circonda ogni cosa. L'uomo sente che nulla è nascosto. E così ha incontrato il suo secondo nemico: LA LUCIDITA'! Quella lucidità mentale, che è così difficile da ottenere, scaccia la paura, ma acceca anche. Costringe l'uomo a non dubitare mai di se stesso. Gli dà la sicurezza di poter fare tutto quel che gli piace, perché vede chiaramente in tutto. Ed è coraggioso perché è lucido, e non si ferma davanti a nulla perché è lucido. Ma tutto questo è un errore; è come qualcosa di incompleto. Se l'uomo si arrende a questo falso potere, ha ceduto al suo secondo nemico e sarà maldestro nell'imparare. Si affretterà quando dovrà essere paziente, o sarà paziente quando dovrebbe affrettarsi..»E sarà maldestro Dell'imparare finché non cederà, incapace di imparare più nulla.»
CARLOS CASTANEDA: «Che ne è di un uomo sconfitto in tal modo, don Juan? Muore come risultato?»
DON JUAN: «No, non muore. Il suo secondo nemico lo ha semplicemente bloccato impedendogli di diventare un uomo di conoscenza; l'uomo può, invece, trasformarsi in un allegro guerriero o in un pagliaccio. Tuttavia la lucidità pagata a così caro prezzo non si trasformerà mai più nella tenebra e nella paura. Avrà la lucidità finché vivrà, ma non imparerà, o bramerà, più nulla.»
CARLOS CASTANEDA: «Ma che cosa deve fare per evitare di essere sconfitto?»
DON JUAN: «Deve fare quello che ha fatto con la paura: deve sfidare la sua lucidità e usarla solo per vedere, e aspettare con pazienza e misurare cori cura prima di fare nuovi passi; deve pensare, dopo tutto, che la sua lucidità è quasi un errore. E verrà un momento in cui comprenderà che la sua lucidità era solo un punto davanti ai suoi occhi. E così avrà superato il suo secondo nemico, e sarà in una posizione in cui nulla potrà mai nuocergli. Questo non sarà un errore. Non sarà solamente un punto davanti ai suoi occhi. Sarà vero potere. A questo punto saprà che il potere che ha inseguito così a lungo è finalmente suo. Può fare tutto quel che vuole. Il suo alleato è al suo comando. Il suo desiderio è la regola. Vede tutto quel che è intorno a lui. Ma si è anche imbattuto nel terzo dei suoi nemici: IL POTERE! Il potere è il più forte di tutti i nemici. E naturalmente la cosa più facile è arrendersi; dopo tutto, un uomo a questo punto è veramente invincibile. Comanda; comincia col correre rischi calcolati e finisce col creare regole, perché è un padrone. A questo stadio difficilmente l'uomo si rende conto che il nemico lo sta circondando. E improvvisamente, senza saperlo, avrà certamente perduto la battaglia. Il suo nemico lo avrà trasformato in un uomo crudele e capriccioso.»
CARLOS CASTANEDA: «Perderà il suo potere?»
DON JUAN: «No, non perderà mai la sua lucidità o il suo potere.»
CARLOS CASTANEDA: «Allora che cosa lo distinguerà da un uomo di conoscenza?»
DON JUAN: «Un uomo che è sconfitto dal potere muore senza sapere veramente come tenerlo in pugno. Il potere è solo un fardello sul suo destino. Un tale uomo non ha il comando su se stesso, e non può sapere quando o come usare il suo potere.»
CARLOS CASTANEDA: «La sconfitta da parte di uno qualsiasi di questi nemici è una sconfitta definitiva?»
DON JUAN: «Certo che è definitiva. Una volta che uno di questi nemici ha avuto il sopravvento su di un uomo non c'è nulla che questi possa fare.»
CARLOS CASTANEDA: «È possibile, per esempio, che l'uomo sconfitto dal potere possa vedere il proprio errore e correggersi?»
DON JUAN: «No. Quando un uomo cede è spacciato.»
CARLOS CASTANEDA: «Ma che cosa accadrebbe se fosse accecato temporaneamente dal potere e poi lo rifiutasse?»
DON JUAN: «Significherebbe che la sua battaglia ancora continua. Significherebbe che sta ancora cercando di diventare un Uomo di Conoscenza. Un uomo è sconfitto solo quando non tenta più, e si lascia andare.»
CARLOS CASTANEDA: «Ma allora è possibile, don Juan, che un uomo possa abbandonarsi per anni alla paura, ma alla fine vincerla?»
DON JUAN: «No. Questo non è vero. Se cede alla paura non la vincerà mai, perché avrà paura di imparare e non tenterà più. Ma se cerca per anni di imparare, pur in mezzo alla sua paura, alla fine la vincerà perché non si è mai veramente abbandonato a essa.»
CARLOS CASTANEDA: «Come può sconfiggere il suo terzo nemico, don Juan?»
DON JUAN: «Deve sfidarlo, deliberatamente. Deve arrivare a rendersi conto che il potere da lui apparentemente conquistato in realtà non è mai suo. Deve stare sempre in guardia, tenendo in pugno con cura e con fede tutto ciò che ha imparato. Se riuscirà a vedere che la lucidità e il potere, quando manca il suo proprio controllo su di sé, sono peggio ancora di errori, raggiungerà un punto in cui tutto è tenuto sotto controllo. Saprà allora come e quando usare il suo potere. E in questo modo avrà sconfitto il suo terzo nemico. L'uomo sarà, ormai, alla fine del suo viaggio di apprendimento, e si imbatterà, quasi senza esserne stato avvertito, nell'ultimo dei suoi nemici: LA VECCHIAIA! Questo nemico è il più crudele di tutti, il solo che non potrà essere sconfitto completamente, ma solo scacciato. Questo è il momento in cui l'uomo non ha più paure, non più un'impaziente lucidità mentale; un momento in cui il suo potere è tutto sotto controllo, ma anche il momento in cui prova un irresistibile desiderio di riposare. Se si arrende totalmente al desiderio di lasciarsi andare e dimenticare, se si adagia nella stanchezza, avrà perduto l'ultimo combattimento, e il suo nemico lo ridurrà a una creatura debole e vecchia. Il suo desiderio di ritirarsi annullerà tutta la sua lucidità, il suo potere, e la sua conoscenza. Ma se l'uomo si spoglia della sua stanchezza, e affronta il proprio destino, può allora essere detto uomo di conoscenza, pur se soltanto per il breve momento in cui riesce a sconfiggere il suo ultimo e invincibile nemico. Quel momento di lucidità, di potere e di conoscenza, è sufficiente.»
Carlos Castaneda, Gli Insegnamenti di don Juan, pagg. 68-70
articolo tratto dal sito www.carloscastaneda.it 

SEMINARI DA SEGNALARE

SENTIRE CON IL CORPO...UNO STRUMENTO PER L'APERTURA DEL CUORE

PISA - FORMULA RESIDENZIALE -
6-7-8 MAGGIO 2016
CASALE PUNDARIKA
Per chi si iscrive entro il 18 Aprile è previsto uno sconto di 40€


17-18-19/ GIUGNO CAMPOBASSO



Per maggiori info
www.progettoumano.it infoprogettoumano@gmail.com

mercoledì 15 luglio 2015

ACCETTAZIONE


Alla base della accettazione risiede un fondamentale cambio di prospettiva nel quale smettiamo di interpretare i fatti secondo la visione vittima-carnefice, ma piuttosto ci assumiamo la piena responsabilità di ciò che accede all'interno

della nostra Vita, anche di quello che apparentemente sembra piombarci addosso da un mondo esterno a noi.
Come posso non accettare ciò che mi succede sapendo che, consciamente o inconsciamente che sia, ho creato io la situazione che mi si presenta?

Come posso non accettare sapendo che tutto quello che mi arriva sono io a manifestarlo, dandomi l'opportunità di vedere ciò su cui ancora devo lavorare?

E' forse il senso del possesso, la gelosia, che porta il mio partner a tradirmi? a comportarsi in determinate maniere?

Sono forse i sensi di colpa che spingono il mio ex ad avere atteggiamenti aggressivi verso di me?

Accettare comunque non vuol dire subire. A determinate azioni posso rispondere in maniera decisa, anche contrastante, ma interiormente non accuso l'altro per ciò che è successo, non mi percepisco come una vittima impotente, non brucio di rabbia e dolore.

Se il mio partner mi tradisce posso decidere di non volerlo più vedere, perchè la ferita è aperta, fa male, ma al mio interno vado a ricercare il messaggio che questo fatto ha in serbo per me.

Se il mio partner mi insulta, mi aggredisce, non subisco rimanendo impassibile. Posso decidere di denunciarlo, di cercare soluzioni per evitare di vederlo, ma interiormente non provo rabbia e disprezzo per lui, accetto i fatti riconoscendoli come espressione di alcuni miei conflitti interiori, tutelandomi, però, per evitare che la cosa si riproponga. Accetto non subisco!
Mi interrogo su cosa, dal mio interno, muove certi accadimenti, accolgo la mia difficoltà nel presente a trasmutare questi miei aspetti, ma dentro di me tengo ben saldo il mio senso di responsabilità...l'altro è semplicemente un mezzo nel quale posso riconoscere mie dinamiche da trasformare...e per questo lo ringrazio!
Questo cambio di prospettiva può fare paura, nessuno più da accusare per le nostre “disgrazie”, nessuno più contro cui puntare il dito...ma quanto potere è nascosto in questa nuova visione!
Noi gli unici responsabili della nostra Vita, noi gli artefici del nostro destino...solo noi...tutto il potere nelle nostre mani.

SEMINARI DA SEGNALARE

SENTIRE CON IL CORPO...UNO STRUMENTO PER L'APERTURA DEL CUORE

PISA - FORMULA RESIDENZIALE -
6-7-8 MAGGIO 2016
CASALE PUNDARIKA
Per chi si iscrive entro il 18 Aprile è previsto uno sconto di 40€

24 APRILE PRESENTAZIONE DEL SEMINARIO SENTIRE CON IL CORPO     In questa occasione, chi partecipa alla presentazione e si iscrive può favorire dello sconto di 40 €.sul costo totale


17-18-19/ GIUGNO CAMPOBASSO


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lunedì 4 maggio 2015

QUALE E' LA REALE MOTIVAZIONE DI QUESTA CRISI


Ultimamente corrono molte “voci” che cercano di diffondere una spiritualità uguale per tutti, un cammino evolutivo che tende ad omologare le Anime che dimorano su questo pianeta. Ma è vero che siamo tutti uguali? Davanti agli occhi dell'Assoluto molto probabilmente possiamo apparire come tali, essendo suoi figli, e non avendo preferenze, può affermare ciò. Ma poi, in questa Vita terrena, le differenze sono sotto gli occhi di tutti. Attualmente esistono tantissime lingue, religioni, usanze, costumi e tradizioni molto differenti le une dalle altre. Culture diverse che prendono le loro particolarità in base alla terra di appartenenza, l'ambiente, il clima ed i miti che fanno parte della propria storia. Immaginate un tedesco che tenta di convincere un marocchino che la birra è nettamente migliore del thé alla menta, e che nel deserto è meglio bere qualcosa di fresco anziché di bollente.
Potrebbe nascere una guerra!
Non possiamo educare i nostri figli dicendo che gli esseri umani sono tutti uguali, anzi dovremmo abituarli sin da piccoli alle differenze che indubbiamente esistono, e a rispettarle. Un messicano o un pakistano non avranno mai lo stesso concetto di cultura, arte o società di un norvegese. Un africano non avrà mai lo stesso colore di pelle di un lappone. E' fondamentale educare i bambini all'esistenza delle diversità. Così da grandi, quando vedranno la persona con un handicap in carrozzina o il ragazzo di colore, non cadranno nel conflitto interiore, “perché è diverso da me???” Se educhiamo i bambini alle differenze invece di scadere nel giudizio o nel razzismo, accetteranno le particolarità altrui in maniera semplice e naturale. Anche a livello individuale esistono delle differenze dal punto di vista della coscienza. Tutti apparteniamo al solito disegno, siamo stati pitturati da un unico artista, ma ogni persona è su un cammino spirituale diverso dall'altra, ogni singolo individuo vive e percepisce un “mondo” differente, ma non per questo si può dire che ne esista uno giusto e uno sbagliato. Ognuno vive la propria esperienza secondo il grado evolutivo della sua coscienza. E' facile cadere nel tranello del giudizio, specialmente se cerchiamo di omologare anche la spiritualità.
Le peculiarità sono la forza della Vita. Anche in natura, la bio-diversità presente nell'eco sistema, rafforza la Vita stessa.
Arrivati a questo punto lo vogliamo proprio dire...fate molta attenzione alla filosofia della New Age, ora come ora è anche più pericolosa delle banche. La New Age attualmente è il mezzo più potente a disposizione di chi vuol omologare e manipolare le Vite altrui. Non siamo tutti uguali, accettiamo le differenze senza cercare di cambiarle...il rischio sennò è quello di nuove crociate nel nome della spiritualità omologata...chi governa sa che la crisi è di coscienza e non economica...
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mercoledì 11 marzo 2015

ESSERE PRESENTI

Questo post viene pubblicato per condividere con voi l'essenza del percorso proposto nei corsi di Risveglio e nei seminari residenziali....

Alla base di ogni cammino spirituale esiste un requisito fondamentale per permettere la realizzazione del vero Sé....questo requisito è la Presenza. Infatti è proprio lei, la Presenza, il Cuore pulsante di questo percorso. 

Essere presenti a Sé Stessi ci offre la possibilità di rimanere in continuo contatto con la nostra Anima, il nostro vero Io, la nostra autenticità, senza perdersi nell'ossessivo dialogo interiore e nei veleni emozionali che ne derivano. 

La Presenza ci riporta alla nostra natura Divina.
Un “effetto collaterale” della Presenza, e quindi di vivere il momento in compagnia di Sé Stessi, è quello di sentirsi partecipi di questa realtà, di tutto il creato. 
Costruendo in noi uno spazio di continua Presenza, possiamo aprire il nostro Cuore grazie alla Bellezza che ci riempie e ci circonda, e che diventerà visibile ai nostri occhi non più accecati dalle continue preoccupazioni legate al quotidiano. Possiamo espandere la coscienza e inglobare al nostro interno tutto quello che comunemente viene definito mondo esterno, così che la nostra felicità non sarà più vincolata da qualcosa che può accaderci nella Vita, ma sarà in noi uno stato inamovibile, permanente.
Il nostro intento è quello di fornire gli strumenti utili per arrivare a questo stato di Presenza, in maniera tale che ognuno di noi possa essere libero di scegliere consapevolmente il proprio cammino verso la Verità!

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martedì 27 gennaio 2015

IL SEME DEL DUBBIO

Non è cosi facile riuscire a vedere con i propri occhi lo stato di sonno in cui l'umanità è avvolta. Per andare avanti in questa ricerca, visto che nessun altro al di fuori di noi può lavorare al posto nostro, è necessario una serie di atti di Volontà voluti e coscienti. La mente non ci fornirà mai la visione reale dello stato di sonno in cui viviamo, anzi farà di tutto per nascondercelo. Lei vuole rimanere nel sonno, ha paura di svegliarsi, è programmata per la sopravvivenza e per interagire con l'esterno per mezzo delle abitudini, quindi teme il cambiamento.
Cosa possiamo fare allora per trovare stimoli a sufficienza e constatare, senza più ombra di dubbio, che viviamo nel sonno? Condividiamo uno degli esercizi che proponiamo ai nostri seminari per testimoniare attraverso un'esperienza pratica e diretta questa scomoda Verità. Mettete in gioco tutta la vostra Volontà e imponetevi per una settimana di rimanere presenti a voi stessi ogni volta che vi troverete in bagno a svolgere le vostre azioni di cura personale. Cosa vuol dire rimanere presenti a se stessi? Durante le vostre azioni (lavarvi i denti, il viso, pettinarvi i capelli ecc ecc) evitate di perdervi nel dialogo interiore, ma ponete attenzione ai gesti che state compiendo. Ancoratevi nel corpo, nei suoi movimenti, percepitevi come quella forza che lo anima, senza farvi distrarre dalla mente o da qualcuno che richiama la vostra attenzione. Può sembrare un esercizio banale, ma in realtà non lo è. Lanciate l'intento di volerlo fare, e noterete quanta Volontà dovrete richiamare in voi, sia nell'eseguirlo che nel ricordarvi di farlo.
Mettere in dubbio la presenza in ogni azione, e in ogni momento della vita quotidiana, è scioccante per noi, ma questo shock è fondamentale, perché produce il Fuoco necessario per proseguire in questo viaggio di ritorno a Sé. Il corpo è un ottimo strumento per radicare la nostra Consapevolezza nel momento presente e la Volonta è la fiamma che va a produrre l'energia sufficiente per aprire un varco, una nuovo pensiero, una nuova sensazione, una nuova domanda:
CHI SONO?
Possiamo rispondere sono un meccanico, una disoccupata, un padre di famiglia, una cattolica, un buddhista, ma anche in questo caso dobbiamo imporci un ulteriore atto di Volontà , e mettere in dubbio le nostre credenze per sentire se quello che crediamo di essere è la verità, o se sono soltanto delle etichette che ci siamo trovati incollate addosso, senza nemmeno volerlo. Per quanto può sembrare assurdo, se volete eliminare ogni dubbio, è fondamentale mettere tutto in discussione...mettete in discussione quello che vi abbiamo appena scritto, l'umanità dorme ma non se ne rende conto. Mettete però in discussione anche le vostre idee, le vostre credenze di giusto e sbagliato, di bene e male, le vostre opinioni fondate sul fatto che non vi sentite nel sonno, ma anzi, siete certi di essere totalmente svegli e presenti a voi stessi.
Quindi abbracciate sin da subito il famoso detto “chi cerca trova”. Se sentite il richiamo approfondite con ricerche ed esperienze personali il vostro cammino, se questo richiamo non è ancora arrivato...CERCATELO, perché il seme del risveglio esiste in tutti noi, e se non viene individuato è solo perché abbiamo altre priorità a cui pensare. La realizzazione del proprio Essere è l'unica autentica missione che dobbiamo incarnare in questa vita, è lo scopo per cui siamo Qui, Adesso, in questo mondo.


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lunedì 5 gennaio 2015

LO STATO DI SONNO: IL VELO DELL'ILLUSIONE

L'umanità vive avvolta in uno stato di sonno e non se ne rende conto!
Lo so che può sembrare assurdo ma questa è la vera e cruda realtà..
Ogni mattina crediamo di svegliarci, mentre in realtà passiamo da uno stato di sonno all'altro. Uno stato di sonno che ci permette di sognare ad occhi aperti, di assumere una posizione verticale, di mangiare, lavorare, guidare automobili, di tenere anche una conversazione interessante e convincente e addirittura di fare sesso con il nostro partner, ma che in verità è ancora bel lontano dallo stato di veglia reale.
Un persona che si reputa “normale” raramente potrà accettare questa costatazione, visto che non è cosi facile comprenderla razionalmente e ancora di più difficile trasmetterla a parole.
Per accogliere queste visione in Se è necessario vederla con i propri occhi e viverla tramite un'esperienza pratica, magari rimanendone anche scioccati. 
La maggior parte di noi re-agisce agli eventi esterni in maniera meccanica, nel senso che non siamo totalmente coscienti e responsabili delle nostre azioni. Infatti quando ci troviamo difronte ad una persona che reputiamo superiore in base a qualità di intelletto o di manualità, non siamo certo noi a decidere di sentirci in imbarazzo. Re-agiamo in maniera istintiva travolti da una valanga di pensieri ed emozioni, e anche se abbiamo le idee chiare su cosa dire o fare in quel preciso istante, ecco che automaticamente la mano inizia a tremare, la gamba destra si agita nervosamente, e così invece di esprimerci liberamente incominciamo a balbettare come dei perfetti idioti.
La cosa più allucinante di tutte è che accettiamo come la normalità lo stato di addormentamento. Se vogliamo spezzare le catene per uscire dalla prigione è fondamentale vedere con i propri occhi lo stato di prigionia in cui viviamo .
E' necessaria un'osservazione costante per comprendere che quando subiamo questo processo di connessione meccanica tra emozioni, mente e corpo siamo nello stato di sonno.
Si tratta di uno stato di rintronamento costante, nel quale non si pensa, ma è la mente che pensa per noi, non proviamo emozioni ma ne siamo travolti, non si gestisce il corpo ma ne subiamo la sua fisicità. È la Strada Meccanica quella che segue ancora oggi, senza saperlo, la maggioranza dell'umanità, che ci fa andare di qua e di là senza direzione, senza timone né rotta fissa.
Iniziando ad osservare le nostre azioni nella vita quotidiana possiamo raccogliere prove a sufficienza per acquisire consapevolezza dello stato di sonno in cui viviamo. 
Una volta raggiunto questo traguardo possiamo costruire in noi uno spazio di presenza e di osservazione distaccata dal nostro corpo mentale, emotivo e fisico e intraprendere il cammino di trasformazione dall' IO dal personaggio all' IO Anima.


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